In relazione al precedente articolo,
relativo allo Stato di Agitazione provinciale,
il tentativo di conciliazione è fallito,
nonostante la F.I.S.I.-VV.F. avrebbe accettato
nell’interesse della collettività
il raggiungimento parziale di alcuni degli obbiettivi.
Come prova della gravità della situazione pubblichiamo:
07.Prot.SN-22-2025 Nota a verbale agitazione CN
e la seguente richiesta
08.Prot.SN-23-2025 Seguito alla conciliazione
Alla faccia della costituzione e della L. 146/1990
nulla di quanto richiesto è accaduto (!)
Siamo usciti dal tavolo paritetico senza un verbale firmato,
riponendo eccessiva fiducia verso l’Arbitro
(il vice Prefetto delegato dal Prefetto di Cuneo)
che avrebbe dovuto essere super partes.
I successivi tentativi di firmare il verbale,
accettando la conciliazione,
sono naufragati in modo apparentemente inspiegabile,
lasciando comunque ben 3 versioni di verbale.
Appare evidente che l’attuale dirigenza si ritiene legittimata
nello scegliersi gli interlocutori, preferendo quelli più comodi
e trincerandosi dietro la mancata rappresentatività
verso quelli più scomodi.
Il Comandante VV.F. di Cuneo, in questo gioco,
è anche disposto a rischiare sulla pelle dei Vigili del Fuoco,
finanche a rischiare di compromettere il Soccorso.
Abbiamo dovuto proclamare lo Sciopero
per il 26 settembre 2025
Prot.SN-26-2025 Errata Corrige_signed
a tutela dei Vigili del Fuoco e della collettività.
Si riporta una parte del prot. 26 che si invita a leggere:
Quando il Sindacato, nel suo ruolo fondamentale di rendere paritario il rapporto di lavoro, fornendo
la giusta Dignità alla parte contrattualmente soccombente (il lavoratore), anti-sindacalmente viene relegato
dalle istituzioni e dai DD.LL., a non poter incidere sulle scelte importanti (vedasi i rinnovi contrattuali, lo
sciagurato “riordino” prossimo a sfasciare in modo irreparabile il CNVVF e/o semplicemente: il
comportamento antisindacale, le mancate applicazioni di Legge, gli eccessivi carichi di lavoro e la carenza di
organico ) è del tutto legittimo essere seriamente preoccupati per il futuro di tutta la collettività.
Quando trincerandosi dietro la mancanza di rappresentatività, la parte datoriale sceglie gli
interlocutori più “comodi”, credendo di essere legittimata ad eludere gli interlocutori più “scomodi”, non
solo assume un atteggiamento anti-sindacale, ma dà prova di non volere prendere in considerazione le
ragioni delle minoranze, infischiandosene della pluralità di pensiero e della reale collettività, a sua volta
composta di maggioranze e da minoranze, ci fa provare pena per quel tipo di dirigenti indegni di
rappresentare la Res Publica.
Visto che ormai anche uno stato di agitazione risulta una buona occasione per trovarsi a fare della
semantica, salvo poi verificare che si possa allegramente prescindere dalla dignità di mantenere fede alle
parole date, non ci rimane altro che informare adeguatamente la popolazione tutta della reale ipotesi che non
si riesca più a garantire quel Servizio Pubblico Essenziale che per ora è stato garantito dal Corpo Nazionale
dei Vigili del Fuoco.
Aggiornamento del 4 settembre:
Diciamo …
Hmm no, “diciamo” è una pessima formula perché:
a) senza scomodare l’Accademia della Curusca, la desinenza “amo”
risulta oggi fortemente sponsorizzata dalle “migliori” famiglie
che stanno dietro le quinte dei loschi affari di Davos;
quindi risulta preferibile evitarla 
b) qualcuno potrebbe storcere il naso;
pensando, per altro in modo corretto,
che non partecipa all’affermazione…
Come dire; lo dite voi 
Appunto, questo aggiornamento, pur dovuto, è nostro:
A fronte di un suggerimento,
che ci è parso inopportuno (e forse rischioso) lasciar cadere,
è stata modificata la modalità di effettuazione
del proclamato sciopero !
Tanto è dovuto il puntuale aggiornamento:
Prot.SN-27-2025 Modifica modalita’ sciopero_signed
Ognuno tragga le proprie considerazioni 


0 commenti